
L'obiettivo è spegnere l'ultima sigaretta e non accenderne più...
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Auguri a tutti quelli che oggi decidono di iniziare a smettere.
P.S.
SPLEEN: Dicono che ogni sigaretta accorcia la vita di 5 minuti.......che sia uno sconto di pena?
Ho faticato come non mai.
Il set, i colleghi e le comparse che fumano, la cena di "fine produzione" - intima, a dire il vero - qualche birra e vinello di troppo e quella ridicola sensazione che quando bevi devi fumare.
Ma sono riuscito a non accenderne nessuna, a non chiederne, visto che non avevo alcun pacchetto.
In previsione della giornata dedicata alla lotta contro il fumo (31 maggio) ecco un numero utile:

Altre informazioni sono reperibili sul sito della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori
Va bene. Ho deciso di concedere a me stesso, di nuovo, il beneficio del dubbio di poter smettere del tutto.
Così è, silenziosamente e senza troppi proclami, ché troppo spesso mi sembra che inizierò da un momento all'altro a scrivere sul diario U.S.
Vediamo se me lo merito, questo beneficio.
Ok, lo ammetto: se sono un po' brilla o comunque in una situazione di baldoria generale e qualcuno mi fuma a fianco mi verrebbe voglia di prender loro la sigaretta di mano e farmi una bella tirata. Come se, con la scusa del tasso alcolico elevato le inibizioni si abbassassero portandomi verso il proibito. Sabato sera ero ad un matrimonio: tanta gente, musica, brindisi... vicino a me, sotto la veranda, qualcuno ballava con una sigaretta in mano. Ho sniffato, come un animale. Stavo per chiedergli un tiro, poi mi sono risvegliata dalla trance della musica, un po' imbarazzata per questo momento di quasi defaillance. Sono rientrata in sala, mi sono seduta, ho bevuto un po' d'acqua e mi è passata la voglia. A quasi un anno non mi considero ancora libera dal fumo. Almeno non psicologicamente. Devo lavorarci...
Come cercare di smettere di fumare con l'aiuto delle erbe e di una corretta alimentazione
Notizia (non proprio fresca ma sempre interessante...)
Schiavi del fumo, ecco perché
Uberto Pagotto
Perché la dipendenza da nicotina è così forte? Perché "una sigaretta tira l'altra"? Importanti ricerche nel campo delle neuroscienze, nell'ultima decade, hanno cominciato a chiarire i complessi meccanismi neurobiologici che sottostanno alla dipendenza da varie droghe, inclusa la nicotina. Si sta capendo che i processi neurobiologici che presiedono alla dipendenza da droghe seguono "strade" neuronali analoghe a quelle percorse da stimoli naturali in grado di gratificare un organismo superiore.
Una zona cerebrale, denominata mesolimbica, è la sede del "meccanismo di gratificazione" ("reward" in inglese). Qui si realizza una fitta interazione di neuroni tra aree cerebrali - in particolare area ventrale del tegmento e nucleo accumbens - che rappresenta il centro cerebrale che controlla la gratificazione.
La gratificazione può essere definita come la tendenza alla ripetizione di un comportamento indotto da uno stimolo piacevole con cui si è già venuti in contatto. Stimoli naturali in grado di indurre gratificazione sono considerati il cibo, particolarmente quello appetitoso, ricco di grassi o di zuccheri, il gioco, l'interazione sessuale, addirittura i videogames. Tuttavia anche stimoli artificiali come l'alcol, le droghe - cocaina, eroina, marijuana e non ultima la nicotina - attivano i meccanismi neuronali della gratificazione. Ebbene, sia gli stimoli naturali che quelli artificiali attivano nel sistema mesolimbico il flusso di un neurotrasmettitore: la dopamina, la quale, non a caso, in un recente film americano era definita nel sottotitolo come "la naturale anfetamina prodotta dal nostro corpo quando ci innamoriamo".
Ogni qualvolta un animale da esperimento o un essere umano ha accesso, ad esempio, a cibi dolci o appetitosi viene ad attivarsi il sistema dopaminergico del sistema mesolimbico che stimola la pulsione verso tali cibi. Di contro è stato dimostrato che lesioni specifiche dei neuroni dopaminergici distribuiti nel sistema mesolimbico tolgono il valore incentivo dato dagli stessi cibi. Una complessa interazione di sinapsi neuronali di tipo inibitorio e di tipo eccitatorio controlla i neuroni che producono la dopamina determinando il blocco o lo stimolo della produzione di questa stessa.
Tra le altre sostanze che danno gratificazione, anche la nicotina mette in atto meccanismi neuronali nell'area ventrale del tegmento, parte del sistema mesolimbico, per stimolare la produzione di dopamina e dare gratificazione. Infatti, la nicotina, inalata con il fumo di sigaretta, stimola il rilascio di dopamina direttamente attivando i neuroni dopaminergici. E indirettamente, da un lato bloccando il rilascio di neurotrasmettitori che inibiscono, dall'altro stimolando il rilascio di neurotrasmettitori che stimolano la dopamina. L'insieme di tali azioni induce un effetto finale di importante spinta al rilascio di dopamina che porta ad uno stimolo del sistema della gratificazione.
A cosa porta tale aumento di dopamina in termini pratici?
Che tante più sigarette si fumano, più elevato risulta il desiderio di fumarne ancora, perché il sistema si tara su livelli di nicotina sempre maggiori (pertanto sono necessarie più sigarette in uno spazio più ristretto di tempo). Inoltre, la nicotina ha la peculiare capacità di indurre, anche a bassissime dosi (bastano poche sigarette), delle modificazioni a questi neuroni dopaminergici che si traducono in un potenziamento a lungo termine. Quando questo fenomeno, che sta alla base dei processi di apprendimento e memoria, si manifesta in queste aree cerebrali così importanti per i meccanismi del piacere e della dipendenza, il tutto si traduce nella capacità del cervello di trattenere e ricordare il fumo come un evento estremamente piacevole. Basterà pertanto vedere qualcuno che fuma, aspirare passivamente del fumo o ricominciare a fumare dopo che si è appena spenta una sigaretta perché la gratificazione da fumo torni in gioco, perpetuando senza sosta questo circolo vizioso.
L'autore è Ricercatore universitario
Unità Operativa di Endocrinologia
Ospedale S.Orsola-Malpighi, Bologna
(da Salute di Repubblica) 28 Gennaio 2005
4 MESI che non fumo. Festeggiamo!
Back to the future (?)
Barcellona. Aprile 2005. Cena di lavoro al ristorante. Nessun divieto di fumo nei locali pubblici, ovvero come in Italia prima del 10 gennaio 2005. Un salto nel passato: abiti puzzolenti (e trattandosi di cena di lavoro all'estero anche tra i più carini del mio guardaroba), valigia nuova conseguentemente affumicata, bruciore agli occhi e prurito in gola.
Per carità, niente di irreversibile ma la cosa mi ha colpito. In Spagna sono tornata indietro nel tempo solo di qualche mese ma devo ammettere che ho sentito molto la mancanza del "vizio" all'aria buona nei locali che si respira invece da gennaio, in Italia.
Nel ristorante El Asador de Aranda sul cucuzzolo del Tibidabo in cui cenavamo (posto incantevole e con ottimo agnello!), e dove molti degli avventori fumavano ad ogni portata di delizie catalane, c'erano anche famiglie con bambini e persino una donna in evidente stato di gravidanza. Mi ha fatto impressione: non c'ero più abituata a vedere gente seduta a tavola sfumacchiare allegramente, ai posacenere pieni di mozziconi con il logo del ristorante, ai passaggi di accendino da un ospite all'altro.
Mentre in Italia...
Pare che il nuovo ministro della salute voglia "addolcire" la legge contro il fumo.
Speriamo bene che la mia esperienza spagnola non sia un mezza specie di "ritorno al futuro" in Italia!
A corollario, per chi parla l'idioma, qualche link in spagnolo:
http://usuarios.lycos.es/JCarlosG/
http://www.surgeongeneral.gov/tobacco/spquits.htm
http://www.el-mundo.es/especiales/2001/05/ciencia/tabaco/
http://www.medicinainformacion.com/dejar_de_fumar_libros.htm
Hasta luego!
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