L'obiettivo è spegnere l'ultima sigaretta e non accenderne più...

fermi un giro
per un tiro

Mullah
Stellarys

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giovedì, 25 maggio 2006

Un buon motivo!

Eh sì, stavolta ho trovato un buon motivo, anzi, ottimo, per smettere DE-FI-NI-TI-VA-MEN-TE!

E' una tecnica un po' particolare, che non va bene a tutti e nemmeno a tutte le età...

Diciamo che può funzionare con le donne in età fertile...

Be', sì, insomma, dai, l'avete capito, no?


(Immagini by Papoff)

Smettila... Latifah | 13:17 | link | commenti (8) | aneddoti, tecniche

mercoledì, 05 aprile 2006

Facciamo l'appello?

Smettitori e smettitrici se ci siete fate un cenno, datemi un segnale...che non sia di fumo, ovvio!

Da parte mia sono "pulita" dal famigerato inizio agosto del 2004. La voglia ogni tanto torna a bussare alle mie labbra o in punta di dita (per cui mi ritrovo a giocare con una penna come se fosse una . sigaretta, di tanto in tanto), ma nell'insieme mi basta pochissimo e così com'è arrivato il desiderio se ne va.

Ho degli accendini per casa, ma li ho comprati appositamente. Li uso per accendere le candele, per fare atmosfera e profumare l'ambiente.

Capita che mi sogni di fumare o di essere tentata di farlo ma al risveglio i miei propositi sembrano essere più forti delle fantasie notturne. Non sento la mancanza nemmeno della sigaretta del "dopo" (dopo caffé, dopo l'amore, dopo il dopo...). Semplicemente cerco di fare qualcos'altro di gradevole e gratificante (bicchiere d'acqua, coccole...).

E voi a che punto siete? Progressi? Ricadute, smadonnamenti? Arrabbiature? Traguardi? Piccole grandi vittorie?

Se ci siete fate un bel respiro a pieni polmoni e scrivete!

 

Smettila... MimiJoy | 00:05 | link | commenti (3) | aneddoti, progressi

martedì, 17 gennaio 2006

Sto peggiorando. In un certo senso faccio anch’io la mia confessione qui su Smettiamola!, proprio come ShyBoy.

Il mio outing però è in direzione opposta alla sua, e mi scopro così dall’altra parte della cortina, tra quelli tremendamente infastiditi dal fumo.

Insomma, dentro di me, nel profondo, mi sono resa conto di essere sempre più intollerante. La cosa non mi piace. Essere una ferrea integralista antifumo è troppo smaccatamente di parte e, di solito, a me gli estremismi non piacciono.

Eppure, lo confesso: non riesco a smettere di infastidirmi se qualcuno mi fuma vicino. Non dico nulla, non critico, non faccio crociate salutiste, ma appena posso mi scanso e cerco di evitare di stazionare vicino a gente che fuma, così da non pormi nemmeno il problema. Però, anche se non faccio la ramanzina o la paternale ai fumatori penso sia lampante che il fumo che mi dia fastidio. Sopporto controvoglia quello altrui, anche all’aperto. Di passivo la mia intolleranza al fumo non ha nulla, anzi è ben attiva ed alla ricerca di un più ampio respiro.

Sabato al corteo in difesa della legge 194 ero a volte terrorizzata dalle persone che mi sfilavano accanto con la sigaretta tra le dita, magari battendo le mani per accompagnare i cori.

Ho dribblato ceneri ardenti per metà del tragitto.

Mentre sfilavo in parata leggendo gli striscioni mi sono guardata attorno. Giovani, adulti, uomini, donne; nella fiumana, che dalla Stazione Centrale sfociava in Piazza Duomo, le sigarette accese e le sbuffate di fumo si contavano a migliaia.

Ho visto spuntare dalle tasche dei parka pacchetti morbidi e penzolare tra le labbra truccate delle ultraslim al mentolo. Ho visto leccare cartine, odorato pesanti sigari, schivato mozziconi lanciati distrattamente.

Ed in questo ho scoperto il tabacco è molto più tollerante di me, perché abbraccia nelle spire di fumo qualsiasi estrazione sociale, sesso, età. Poi ho capito perché.
Perché il fumo non guarda in faccia nessuno.

Smettila... MimiJoy | 14:50 | link | commenti (3) | aneddoti, confessioni

lunedì, 26 settembre 2005

Embé? Non pensiate che abbia smesso di smettere o meglio... che abbia smesso di non ricominciare. Sono stata di recente in Inghilterra, dove peraltro in moltissimi locali pubblici il fumo è permesso e la percentuale di fumatori è molto elevata (fumano quasi tutti, giovani, vecchi, uomini, donne, barboni e borghesi). Tra l'altro al duty free stavo per acquistare del tabacco da pipa ma non mi è stato possibile per restrizioni di tipo doganale (non era per me, ma per un collega). 

Ho pensato agli smettitori di questo blog. Chissà se hanno ricominciato? Chissà se hanno abbandonato le loro sigarette?

Toc toc... c'è nessuno?

Smettila... MimiJoy | 17:31 | link | commenti (4) | aneddoti

mercoledì, 25 maggio 2005

Ho faticato come non mai.
Il set, i colleghi e le comparse che fumano, la cena di "fine produzione" - intima, a dire il vero - qualche birra e vinello di troppo e quella ridicola sensazione che quando bevi devi fumare.
Ma sono riuscito a non accenderne nessuna, a non chiederne, visto che non avevo alcun pacchetto.

Smettila... AlbertoPuliafito | 12:51 | link | commenti (2) | aneddoti

lunedì, 02 maggio 2005

Back to the future (?)

Barcellona. Aprile 2005. Cena di lavoro al ristorante. Nessun divieto di fumo nei locali pubblici, ovvero come in Italia prima del 10 gennaio 2005. Un salto nel passato: abiti puzzolenti (e trattandosi di cena di lavoro all'estero anche tra i più carini del mio guardaroba), valigia nuova conseguentemente affumicata, bruciore agli occhi e prurito in gola.

Per carità, niente di irreversibile ma la cosa mi ha colpito. In Spagna sono tornata indietro nel tempo solo di qualche mese ma devo ammettere che ho sentito molto la mancanza del "vizio" all'aria buona nei locali che si respira invece da gennaio, in Italia. 

Nel ristorante El Asador de Aranda sul cucuzzolo del Tibidabo  in cui cenavamo (posto incantevole e con ottimo agnello!),  e dove molti degli avventori fumavano ad ogni portata di delizie catalane, c'erano anche famiglie con  bambini e persino una donna in evidente stato di gravidanza. Mi ha fatto impressione: non c'ero più abituata  a vedere gente seduta a tavola sfumacchiare allegramente, ai posacenere pieni di mozziconi con il logo del ristorante, ai passaggi di accendino da un ospite all'altro.

Mentre in Italia...

Pare che il nuovo ministro della salute voglia "addolcire" la legge contro il fumo.

Speriamo bene che la mia esperienza spagnola non sia un mezza specie di "ritorno al futuro" in Italia!

A corollario, per chi parla l'idioma, qualche link in spagnolo:

http://usuarios.lycos.es/JCarlosG/

http://www.surgeongeneral.gov/tobacco/spquits.htm

http://www.el-mundo.es/especiales/2001/05/ciencia/tabaco/

http://www.medicinainformacion.com/dejar_de_fumar_libros.htm

Hasta luego!

Smettila... MimiJoy | 18:34 | link | commenti | aneddoti, curiosita, tecniche

giovedì, 28 aprile 2005

Dopo quanto tempo uno può considerarsi libero dalla tentazione?

In 30 anni ho fumato mediamente 30 sigarette al giorno, stimando una durata di 5 minuti a sigaretta, risulterebbe facendo due conti, che è come se avessi passato più di 3 anni della  mia vita a fumare ininterrottamente....

Sarà questo il tempo che deve passare? 

Sono convinto che basta molto ma molto meno, ma facendo questo calcolo ho capito  quanto il fumo è stato parte integrante della mia vita nel (poco) bene e nel male. Quindi è normale se troverò duro, non solo all’inizio, ma anche a distanza di tempo. Con il passare del tempo la normalità sarà il non fumare........

Da:”Le mie ragioni”

Smettila... bygcb | 13:50 | link | commenti (7) | aneddoti, curiosita

mercoledì, 20 aprile 2005

Perché

Io credo che si smetta di fumare, molto semplicemente, quando i motivi per farlo diventano più numerosi di quelli che spingono a continuare. Bisogna raggiungere questo limite e arrivare alla decisione.
Penso di aver maturato la mia decisione dopo un viaggio in treno (ma forse è stata solo l'ultima goccia): avevo sofferto così tanto a stare lontana dalle sigarette per ore, ma, invece di imprecare contro i divieti, ho realizzato che era assurdo rimanere soggetti a questa schiavitù.

Da allora è stata una strada in forte discesa e senza freni. Non perché sia stato facile, ma c'era curiosità ed emozione nell'intraprendere questa nuova sfida. Io che fumavo 30 sigarette o più al giorno... Io che ridevo di fronte alle minacce di orrende malattie... Io che avevo già la sigaretta in mano, quando uscivo dal cinema o dai luoghi in cui - assurdamente - non si poteva fumare...

E' stato un po' come partorire ;-)
C'era attesa, speranza e voglia di farla finita, insieme alla paura di indicibili sofferenze.
E in effetti è stata ed è ancora dura. Ma adesso passo davanti ai tabaccai con un sorrisetto divertito e sollevato, senza più controllare ansiosamente quanta autonomia di fumo abbia ancora, prima di farne nuovamente scorta.

La voglia di fumare mi prende ancora improvvisa, mi accorgo di sentirne la mancanza... Ma dopo poco passa, basta aspettare. E ogni volta si aspetta di meno!

Auguri!

 

Smettila... nonsologeomangio | 09:49 | link | commenti (3) | aneddoti

venerdì, 08 aprile 2005

Via stampa, internet e radio ho assistito in questi giorni ai pellegrinaggi dei fedeli per l’ultimo saluto a Papa Giovanni Paolo II. L’hanno rinominato "Il Grande". Mi piace pensare che la sua grandezza risieda soprattutto nella sua umanità, nel suo essere papà, con la "à" accentata: vicinissimo a Dio ed allo stesso tempo in mezzo agli uomini, vulnerabile contro il tempo che avanza e la malattia, ma tenace e di tempra in modo quasi sovrumano. In molti lo vorrebbero già santo e nel sentire questa notizia mi è venuto in mente un altro Papa del ventesimo secolo, santificato quarant’anni dopo la sua morte: Pio X°.

Era delle mie parti Bepi Sarto, ha studiato a Castelfranco Veneto. Nato in una famiglia numerosa, da mamma analfabeta e padre fattorino comunale. Un uomo semplice. E’ stato considerato un papa "retrogrado", "umile" dagli opinionisti dell’epoca, ma a lui si devono encicliche sul catechismo ed un rinnovato interesse della chiesa verso il mondo dei giovani e dell’educazione religiosa.

11 anni di pontificato non sono tanti, ma chi lo ricorda e l’ha conosciuto ha raccontato di questo Papa un aspetto inconsueto: fumava il toscano.

La leggenda narra che il buon Pio X°, fosse stato ripreso da un cardinale per il suo vizio del fumo. La risposta del veneto pontefice era arrivata sagace: "Eminenza, se fosse un vizio, lo avrebbe anche lei".

Un papa che pro-fumava di santità poteva fumare sigari? Qualcuno griderebbe allo scandalo anche oggi, a più di un secolo di distanza.

L’idea di un Papa "fallace" e "umano", che fuma, mi piace. Certo, non è di buon esempio, ma me lo fa sentire vicino. Magari il buon Bepi aveva provato a smettere, magari non c’era riuscito, magari si era affidato a San Claudio, patrono dei fumatori…Smettere può essere un percorso difficile per tutti e le lusinghe del tabacco non conoscono cariche ecclesiastiche, ceto sociale, religione, età. Per questo non ricominciare è doppiamente gratificante e ha del miracoloso, a volte.

Smettila... MimiJoy | 15:50 | link | commenti (3) | aneddoti, curiosita

mercoledì, 23 marzo 2005

Cari amici  (e colleghi) non  fumatori…
è così che mi immagino di esordire anche io, magari tra qualche tempo,magari  in questo blog…
 
Confesso che ancora ho vi letto poco…
un poco che però è  tantissimo rispetto a quando, solo 3 giorni fa, evitavo accuratamente di leggere o ascoltare qualsiasi cosa attinente al fumo, alle sigarette, al fumare…
 
... e perciò ancora non sò di preciso se qui, in questo posto, ci sono solo persone che hanno già deciso che non fumeranno più o se ci sono anche quelli che non vorrebbero fumare più
 
(Io, da  giorni  3/4 giorni a questa parte  mi sto appunto convincendo di appartenere a questa categoria...)
 
Cmq volevo approfittare di questo gruppo di sostegno, inseguendo l’atmo§fera propizia che mi si è quasi casualmente creata a questo proposito, per cercare di smettere di fumare… 
Azzardo una data??
Noo, sinceramente non lo posso propprio  fare… sono arci-sicura che  non potrei smettere di fumare di punto in bianco… però, sono convinta, potrei ridurre…. ridurre di molto il n. di sigarette fumate, fino ad arrivare ad una quantità irrisoria, quasi inesistente…
 
Oppure già potrebbe essere tanto formulare un proposito? 
Per una settimana, a partire da ora, fumerò solo 4 sigarette al giorno!
 
Ho deciso:  formulo il proposito,a partire da ora … 
(però, per info, preciso che le sigarette che ho fumato oggi fin’ora non conteranno)
 
"per una settimana fumerò solo 4 sigarette al giorno" 
L’ho detto e lo farò…
 

Smettila... .....ella | 10:32 | link | commenti (9) | aneddoti, notizie, help, tecniche, confessioni

martedì, 15 marzo 2005

Masturbazioni e infrazioni alle regole

Il fumare ha una forte valenza sessuale. Ne ho lette di cotte e di crude a riguardo. Dagli allarmismi sul pericolo di impotenza per i fumatori più incalliti, alla teoria della sigaretta tra le labbra come sostituivo del capezzolo materno o stimolo sessuale orale. Tutte analogie e informazioni discutibili. Per carità, ma il legame sesso-sigaretta credo esista davvero.

L’altra notte, non succedeva da mesi, mi sono sognata di fumarmi una bella sigaretta calmante, meditativa, quasi voluttuosa.

Ero incazzata con qualcuno per un motivo che non ricordo. Una rabbia quasi violenta, ideali calpestati, questione di principio, insomma.
Del sogno ho appunto quest’immagine di me molto aggressiva, frustrata, in reazione ad un torto subito ingiustamente.
Pugni chiusi, guance in fiamme, cercavo di convogliare la rabbia in modo costruttivo nelle mie parole. Sapevo di essere nel giusto.
Alcuni degli interlocutori fumano davanti a me, con aria sostenuta, senza badare alle mie provocazioni. Nel discutere animatamente, in modo spontaneo e non programmato, ho sfilato una sigaretta dal pacchetto posato sul tavolo/trincea, me la sono accesa ed ho continuato lo scontro verbale, via via sedando le miei inquietudini. Mentre aspiravo il fumo e reggevo la sigaretta tra le dita "percependone" il peso e la consistenza, c’è stata una parte di me, fuori dal sogno, che mi ha riportata alla lucidità della veglia:

"Mimi, stai fumando! Non avevi smesso da mesi?"

Sempre con il sottofondo della diatriba mi rispondevo mentalmente da sola

"Che m’importa, non lo vedi che sto sognando? Fammela godere, non faccio del male a nessuno!Mmmmmh che benessere!"

Con l’accensione della sigaretta parte delle discussioni oniriche con i miei avversarsi si era magicamente placata. Mi ritrovavo così intenta a fumare, come ai "vecchi tempi". Gustandomi ogni boccata, sentendone il gusto quasi. In una specie di orgasmo tabagista.

Mi sono svegliata stralunata. Non sapendo se la fine dell’idillio fosse da attribuire al mozzicone ardente del sogno (tutto finisce, anche le sigarette immaginarie) oppure ad vago senso di colpa dello stato di veglia (avevo infranto la regola, avevo fumato!).

Un po’ come nei sogni erotici: da un lato ti dispiace che siano terminati col risveglio, dall’altro ti stupisci per certi sfoghi sensuali di cui non ti credevi capace, in ultimo ti ripeti che non hai fatto del male a nessuno e ti culli beato nelle sensazioni di piacere da poco provate.

Smettila... MimiJoy | 11:37 | link | commenti (4) | aneddoti, confessioni

martedì, 15 febbraio 2005

Innocui pregiudizi

Mi rendo conto che spesso considero in automatico fumatori o fumatrici anche i partner di fumatori. Quest’equazione però non è sempre valida. Anzi. Per fortuna succede che prenda delle cantonate incredibili.

Possibili parallelismi (?)

Il fumo tra motociclisti pare essere una pratica molto diffusa. Forse perché sulle moto, così come sui pacchetti di sigarette, potrebbe tranquillamente essere scritto: "Nuoce gravemente alla salute". Certo, è un concetto portato all’estremo ed un paragone goliardico, ma credo che lo sprezzo del pericolo del motociclista, il suo fatalismo, somigli in modo vago a quello del fumatore che si accende la sigaretta pensando che la vita vada aspirata tutta. Non importa se c’è del catrame (nel caso delle sigarette).

Non ricordo bene, ma mi pareva proprio di aver letto qualcosa a riguardo della relazione Fumo/Pericolo di vita/Destino/Moto sul libro "Il veicolo perfetto" di Melissa Holbrook Pierson, svariati anni fa.

Pensavo che anche tu...e invece no, e invece no.

Ecco che l’altro giorno, trovandomi ad un aperitivo milanese, chiedo incuriosita ad un’amica motociclista, fidanzata di un centauro fumatore:

"Come ti vanno le cose dopo il divieto di fumo nei locali pubblici?"
Per tutta risposta mi dice un filo sorpresa: "A me le cose vanno divinamente!".
La guardo perplessa e lei, intuendo la mia confusione, mi sorride bonaria e continua:
"Mimi, io non fumo. E’ A. che fuma."
Poi quasi scocciata rincara la dose: "Chissà perché tutti quelli che ci conoscono pensano che a fumare nella coppia siamo entrambi!"

Infatti io me la immaginavo fumatrice di default, solo perché il suo partner fuma e frequenta tanti fumatori (motociclisti e non).

Eppure…

"Ma non sei nemmeno una ex fumatrice?" ho incalzato io ancora poco convinta.
"No, ho provato quand’ero ragazzina ma dopo quella volta nulla".

 
Avevo toppato la mia valutazione.

Esiste un profilo del fumatore tipo?

Sul momento non ci ho fatto caso ed abbiamo continuato la nostra chiacchierata su altri argomenti, mentre fuori dal locale uomini ragazze e ragazzi di tutte le età facevano comunella per fumare al freddo. Poi, nei giorni seguenti, ci ho pensato ed effettivamente delle "facce da fumatori" ovvero delle tipologie di persone che ti immagineresti tranquillamente con una sigaretta tra le labbra, forse esistono davvero.

Forse sono stereotipi e generalizzazioni, ma da quel breve scambio di battute con la mia amica non fumatrice (convivente di un fumatore storico) ogni tanto gioco ad un indovinello nella mia testa.

Il giochino dell' "Indovina chi"...fuma

Se sono in autobus, in autogrill, in ristorante, in ufficio in una situazione di attesa o noia mi guardo attorno e per gioco faccio un "toto-smoker game". Osservo gli sconosciuti e stimo una percentuale di quanto potrebbero essere fumatori o legati al fumo. Per look, gestualità, età, sesso…Mi faccio insomma delle proiezioni demografiche (totalmente ipotetiche, non scientifiche, assolutamente ludiche e inoffensive) sulla propensione e diffusione del fumo tra le gente.

Un po’ per farmi i fatti altrui in modo innocuo e fantasioso (non mi permetterei mai di indagare nei fatti se fumano o meno, quali marche, con che frequenza ecc…) e un po’ per vedere anche se ci indovino o se sbaglio di grosso. Per ora ho una buona media di stime verosimili. A confermare le mie proiezioni sono gli stessi interessati che poco dopo la mia puntata mentale ("…mmmmh quello lì secondo me fuma al 60%") mettono mano al pacchetto per estrarne la bionda e godersela in ampie boccate.

L'identità e la consapevolezza dei (non) fumatori

Forse perché ero fumatrice anch’io? Forse perché colgo dei piccoli segnali visivi (falangi giallognole, denti non bianchissimi, forma rettangolare sospetta nella tasca, rughine d’espressione attorno alla bocca, capello e pelle spenta, vicinanza del soggetto ad altri fumatori) ed olfattivi (odore di fumo sugli abiti, odore di zolfo o benzina)?
Non so. Ma ogni tanto questo giochino mi aiuta ad aguzzare la vista e l’odorato e l’intuizione. Non so insomma se si possa davvero dire che esistano delle "facce da fumatore". Sicuramente però fumare è strettamente legato anche all’immagine che si da’ di se stessi. E’ per molti versi legato ad un look. Un po’ come portare un rossetto al posto di un altro o una certa cravatta al posto di un’altra. Un modo per distinguersi (magari dai non fumatori) e riconoscersi (tra fumatori ed ex fumatori).

Perdere (preconcetti) è anche vincere

Ad ogni modo, nel caso della mia amica, è stato bellissimo essere smentita. Invece che perdere al mio giochino abbiamo vinto in due.

Postilla: Ho implementato il post con dei titolini/sezioni in corsivo per agevolarne la lettura e la comprensione (sono talmente complicata che mi capisco poco io stessa a volte!) :) 

Smettila... MimiJoy | 12:45 | link | commenti (6) | aneddoti, curiosita

martedì, 25 gennaio 2005

Buonasera amici non fumatori, 

chi l’avrebbe mai detto che un giorno sarei finita anche io tra i vostri "contributors"… Fino a qualche settimana fa, smettere di fumare era proprio l’ultimo dei miei pensieri. Anzi non era proprio nei miei pensieri. Fumavo senza problemi ed ero contenta così. Non mi sentivo speciale nel fumare e non coltivavo in alcun modo il culto del tabacco. Semplicemente mi veniva spontaneo, ero abituata così.    

Poi, la mattina di un giorno molto difficile (probabilmente uno dei più difficili degli ultimi anni) ho deciso di smettere. Stavo facendo colazione e, tra un biscotto e un sorso di caffè, ho deciso che avrei smesso di fumare in quel preciso momento. Mi sono a subito detta: "Ora mi fumo l’ultima dopo il caffè e poi smetto". Così ho acceso la mia ultima Camel e ho dato due tiri. L’ho spenta subito però; si vede che nella mia testa era già una specie di "non fumatrice". Quella mattina era il 6 gennaio 2005. Dunque dopo averlo fumato per gli ultimi 15 anni della mia vita, ho smesso già da 17 giorni.  Mi rendo conto che la mia esperienza non è molto "esemplare"; raccontata così sembra quasi che io abbia smesso per "un colpo di testa". In realtà uno dei motivi che mi ha spinto a separare la mia strada da quella del tabacco è stata la voglia di imparare a cambiare. Spesso ho vissuto situazioni diverse da quelle che avrei voluto perché non sono stata in grado di affrontare il cambiamento necessario a trasformarle secondo i miei desideri. Magari questa del fumo è solo una piccola cosa, ma mi aiuta a ricordare che, se voglio, posso cambiare tutto quello che non mi piace più. In questo momento la cosa che mi piace meno è l’essere "schiava" delle mie cattive abitudini e della mia pigrizia. Questa è per me una motivazione sufficientemente forte per continuare a "tenere botta" anche nei momenti di crisi (immancabili: la sigaretta dopo una cena come si deve era Davvero un piacere, mannaggia… :-)

Aggiungo quindi la mia testimonianza alle molte già presenti e sono contenta di fare parte anche io di questa "grande tribù". Buon proseguimento a tutte/i.

Smettila... scimmietta | 19:50 | link | commenti (8) | aneddoti

martedì, 18 gennaio 2005

Da quanti mesi non scrivo qui. Perché? Perché avevo ripreso a fumare. Non granché. Dopo un mese di astinenza, di liberazione oserei dire, che mi sentivo un gran figo ad aver smesso e non avevo quasi più l'occhiaia... beh: drànghete che ho ricominciato. Uno sconforto pazzesco, perché nel frattempo mi è andato un po' tutto a quel paese. Insomma, quelle storie un po' tristi che si sentono e invece poi capitano. Così tra il lavoro nuovo - con sveglia alle 5 di mattina e pieno di momenti morti all'aria aperta con colleghi fumatori - e i casini procurati dalla segreteria universitaria che rallenta ciò su cui mette mano, e la malattia di un familiare che ti spinge tra un reparto e una terapia.... Insomma, tutto da copione. Ho ripreso a comprarmi le sigarette in pacchetti da dieci. Ogni giorno un pacchettino. Poi durante il weekend, schifato da tutto, me ne dimenticavo. Dimenticavo di avere le sigarette, facevo altro, non avevo l'incubo della sveglia, non avevo i colleghi che si accendono la successiva con la precedente. Insomma, lì ho capito che anche se stavo fumando fisicamente, non me ne fregava più. Così mi sono detto: appena passa questo periodo orribile, riprendo in mano di tutto un po' e il fumo è la prima cosa che elimino.

Dalla scorsa settimana mi sono liberato del lavoro e almeno non mi devo più svegliare alle 5 di mattina. Ho buttato il pacchetto di sigarette che mi era rimasto e basta di nuovo. Tra poco ne inizierò un altro  - di lavoro - che dovrebbe avere orari più agevoli per chi vuole dormire abbastanza per non sentire più lo stimolo a fumare. Non ci ho ne pensato ne altro. E' stato automatico smettere di nuovo, il che significa che il lavoro fatto per smettere a settembre è più solido del previsto.

Mi scuso se non ho scritto prima la mia esperienza. Ma ho avuto poco tempo anche per il mio blog. Adesso posso riprendere con i miei passatempi perché ho un po' di tempo libero - smoking free.

Ciao a tutti.

Ps: confermo, comunque. Sono le sigarette prima di andare a dormire che aumentano borse e occhiaie. Smettendo di fumare, se ne vanno anche quelle.

Adesso riparto a contare i tre mesi, a partire da domenica 16 gennaio compresa.

Smettila... Diego911 | 18:58 | link | commenti (11) | aneddoti, confessioni

lunedì, 20 dicembre 2004

Saggezza egiziana


Alì
vende latte e formaggio fresco di capra nella strada principale di Al Quseir, cittadina sulla costa egiziana del Mar Rosso, a metà strada tra Hurgada e Marsa Alam. Non ha un negozio, perché è un pastore: semplicemente, porta un cesto con il formaggio, i bidoni del latte, una bilancia e un panchetto, e allestisce la sua rivendita così, per terra.

Ahmed, la guida turistica che accompagna il mio gruppo in questo giretto pomeridiano, si ferma per fare spesa da Alì, e ci offre un po’ di formaggio: "Assaggiate, è buonissimo". Io, curiosa come una scimmia africana, ne approfitto subito e intingo due dita nel sacchetto: è una specie di ricotta, dalla consistenza più densa della nostra, saporita quasi come il parmigiano.

Una signora mi guarda inorridita: "Ma non le farà male?"

Io sono lì che mi lecco ancora l’indice e il pollice, e la fisso pensando che se mai mi dovesse venire un attacco di gastroenterite, be’, sarei comunque contenta di avere assaggiato quella leccornia. Anche Ahmed osserva la donna, che aspira nervosa una boccata di fumo dietro l’altra. Poi sorride e dice: "Ci sono tante cose che fanno più male in questa vita, come quella sigaretta". La signora reagisce con un sorriso tirato e non replica, mentre io continuo a piluccarmi le dita al sapore di formaggio di capra.

Per la cronaca, non ho avuto nessun mal di pancia. Ahmed aveva proprio ragione. E se passate da Quseir, fermatevi a comprare il formaggio di Alì.


Smettila... Latifah | 17:04 | link | commenti (13) | aneddoti

sabato, 27 novembre 2004

Saluti e baci

Vado in vacanza per qualche giorno. E parto più serena, rispetto alle ultime volte. Perché non soffrirò l'astinenza da nicotina durante il volo!

Smettila... Latifah | 11:08 | link | commenti (6) | aneddoti

giovedì, 25 novembre 2004

Ieri viaggiando su un Intercity ho letto un'informativa nella quale veniva comunicato ai passeggeri che dal 12 dicembre 2004 scatterà il divieto di fumare su TUTTI i treni.

Anche quando ero fumatrice (abbastanza blanda, a dire il vero) prenotavo un posto a sedere nella carrozza non fumatori, al massimo, se proprio presa dalla noia del viaggio, mi spostavo qualche minuto di scompartimento e mi fumavo una sigaretta dove era concesso. Credo sia successo solo una/due volte in vita mia, comunque.

Non sono così restrittiva e favorevole ai divieti tout court. Mi basterebbe che chi fuma in treno lo facesse solo nelle carrozze dov'è permesso, senza impestare le toilette ed i corridoi o le uscite. Idem dicasi per i locali pubblici che, come già succede in molti paesi europei, dovrebbero essere attrezzati di sale per i fumatori. Non metto alla gogna nessuno, vorrei solo lasciare libera scelta a tutti: fumatori e non. Vuoi fumare? Devi fumare? Allora lo fai dove è consentito. Non ci sono ambienti per fumatori nel locale/bar/ristorante/trattoria/ufficio in cui ti trovi? Esci all'aria aperta, mi spiace.
Fumare è una scelta che comporta delle responsabilità verso chi non condivide il nostro vizio o dipendenza. E viceversa. Divieti, rincari, ostracismo e proibizionismo non risolvono il problema. Il buonsenso, un pizzico di tolleranza e rispetto da ambo le parti quanto meno, secondo me, aiuterebbero.

Qui un interessante spunto di riflessione dell'ADUC in merito al divieto di fumo nei treni (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori)


Smettila... MimiJoy | 12:10 | link | commenti (10) | aneddoti, notizie

domenica, 21 novembre 2004

Che momenti ragazzi. Allora, dopo un po' che non mi capitava con questi ritmi, sono direi sotto pressione al lavoro in modo quasi schiacciante. Lavorare 13 ore al giorno, il sabato e anche la domenica con la scadenza improcrastinabile... è davvero dura dal punto di vista del fumo. Certo, in ufficio non si fuma e questo aiuta, ma la voglia di scendere e di fumarsi un baobab.... ti viene ed è inutile nasconderlo.

Domani alle 16 arriva la scadenza.... . domani è un altro giorno.

Smettila... akela64 | 17:37 | link | commenti (7) | aneddoti

giovedì, 18 novembre 2004

Nessun precedente, nessuna scusa

A dire la verità non sarei molto per l'idea del "fermi un giro per un tiro", tendenzialmente considero chi ha rifumato come una persona che comunque ha ricominciato e non ha smesso del tutto. Se per esempio non avessi tenuto da conto la sigaretta fumata ad agosto (l'Ultima) a quest'ora potrei dire di aver smesso molti mesi prima! Sono un'integralista...(altro che Mullah! Scherzo!)

O fumi o non fumi più.

Ok, la defaillance ci sta, ma per me anche solo una sigaretta fumata in un brutto momento significa azzerare il tutto e ricominciare da capo. Infatti, la sigaretta fumata dopo magari mesi di astinenza vanifica gli sforzi fatti fino a quel momento.

Rappresenta un precedente.

Inconsciamente si è portati ad essere accondiscendenti con se stessi e ricaderci poi è più facile. "Ho smesso" lo si può dire ogni volta che si spegne una sigaretta, per assurdo. L'importante è non ricominciare; se si ricade in tentazione...è un imprevisto, succede. Per come la vedo io però, non te ne stai in prigione un giro come nel monopoli, ma rinizi la tua partita contro il fumo a budget azzerato e rinizi la tua corsa da principio.

Non so, credo che parte della mia forza e resistenza venga proprio dall'evitare quella sigarettina che diventerebbe un precedente e manderebbe letteralmente in fumo mesi di sforzi e lavoro psicologico. Forse sono troppo dura con me stessa, ma vedo che è l'unico modo per affrontare questo primo periodo di disintossicazione fisica e soprattutto mentale dalle sigarette.

Dentro di me ogni tanto sento ancora un pochina di voglia di fumare. Non posso abbassare la guardia, non ora. Sarebbe stupido. Non voglio cadere nell'autoindulgenza e dire: "sì, ho peccato, ma ho fatto solo un tiro, ero nervosa, ci stava da dio quella sigaretta, però mi ha fatto schifo il gusto, non lo farò più..." perché avrò un precedente e la prossima volta che sarò nervosa e il momento sarà giusto per fumare avrò meno forza per resistere. E riaccendere una sigaretta potrebbe essere più probabile.

Ecco, per questo io ho smesso di colpo (pur avendo diminuito moltissimo durante i mesi precedenti). Quando ho deciso di smettere e mi sono trovata fortemente motivata a farlo non ci sono state storie. Ho smesso. Di brutto. Via gli accendini dalle borsette, via i posaceneri, nessuna sosta in tabaccheria, alle birrate di motociclisti sono sempre seduta vicino a non fumatori e quelli che fumano sanno già che ho smesso, si limitano nel fumare e non mi sventolano il pacchetto sotto il naso. So che non sono sola e spesso ho riscontrato approvazione proprio dai fumatori. Eppoi ci siete voi di Smettiamola!

Il pensiero costante è "Se ne fumi una adesso hai sprecato tempo e forza per niente. Nessun precedente, nessun alibi". Non so se sia valido per tutti ma con me funziona così.



Smettila... MimiJoy | 11:00 | link | commenti (7) | aneddoti, tecniche

lunedì, 15 novembre 2004

Stanza d'albergo

Un week-end in una città di mare, d'inverno. Arrivi dopo un viaggio di due ore, con una settimana di super-lavoro alle spalle, e non vedi l'ora di buttarti sul letto, a leggere il giornale e fare pure la pennichella: lussi che quando sei a casa tua non ti puoi permettere, perché c'è sempre altro da fare.
Arrivi alla reception dell'albergo, un tre stelle anni '70. Prendi la chiave della stanza prenotata da un mese, sali al secondo piano, apri la porta e... ti accoglie un tanfo di fumo stantio. Ma chi c'è stato qui dentro, un convegno di tabagisti? Chiami la reception, protesti, qui non si respira, e non è nemmeno questione di cambiare aria: la nicotina ha intriso il parquet, le tende, la testata del letto! Ma l'hotel è al completo, non c'è un'altra stanza disponibile. Apri i bagagli e spalanchi la finestra. Ma non servirà a nulla: la notte ti sembrerà di dormire in un posacenere, da levarti il respiro.

Ecco, se mai mi verrà voglia di accendermi una sigaretta, dovrò ricordare quel tanfo. E la voglia mi passerà, sicuro.


Smettila... Latifah | 11:46 | link | commenti (7) | aneddoti, tecniche

giovedì, 11 novembre 2004

C'è post@ per noi

C'è chi scrive a Smettiamola! per raccontare che ce l'ha fatta, e come. Testimonianze da prendere ad esempio, come quella di Fausto:

Carissimi,
vi avessi incrociati prima sarebbe stato tutto più facile! Invece mi ricordo quanti mesi ho passato a cercare di "scalarmi" le bionde, con questa sensazione di solitudine algida e volontarista, quando i neuroni gemevano nella cattività dell'astinenza, senza il loro flash pluriquotidiano di dopamina, senza niente in cambio.
Perchè è questo che succede: alcune circonvoluzioni cerebrali non si accendono più come un albero di natale, e tutto ti sembra spento. Ma se fumavi succedeva per 20 minuti al massimo, poi dovevi fartene un'altra. In una vita che era una reazione a catena. Ero arrivato a fumarne 30, e nessuna persa.
Ma quando ti accorgi che stai respirando attraverso la sigaretta, può venirti voglia di ripensarci...
 
Così ho smesso di botto, con il solo pietoso supporto di un bocchino dal quale inalavo microcapsule di mentolo e nicotina , a scalare.
E' passato un anno e mezzo da quando ho smesso. Non un tiro. Ma in sogno, ancora adesso , talvolta mi capita che fumo con gli amici. E la voglia, anche se lievissima, non mi ha mai abbandonato. Ho preso dieci chili, e otto sono ancora rimasti. Ma non è solo colpa del fumo, almeno non direttamente. E' che mi si è risvegliato tutto: dal gusto di papille prima asfaltate, alla voce, al respiro.
Certo ho sofferto tanto.Lo rifarei? La risposta è nel fatto che lo sto continuando a fare da 18 mesi.
 
E se vi viene in mente di mollare, quando invece avevate cominciato a mantenervi astinenti, aguzzate le orecchie. Sentirete un suono sottile, fresco, di acqua che scroscia, di pioggia. Quel rumore sono io, che penso a voi, e vi sono vicino, quanto io e molti come me siamo stati invece soli, e sono qui per bagnarvi la fronte e ricordarvi che potete , possiamo , ancora farcela.
Riusciremo!
 
 
("Pioggia nociva", foto di Carlo Durano)

Smettila... Latifah | 13:33 | link | commenti (10) | aneddoti, tecniche

giovedì, 04 novembre 2004

Il komboloi

Palpo il mio giubbotto da moto per accertarmi di non averlo perso. Sento le sfere attraverso il tessuto tecnico e mi tranquillizzo. Oramai stiamo salpando e vedo il porto di Patrasso allontanarsi.

Troppo piccolo per essere una collana e troppo grande per essere un braccialetto. Perfetto per essere manipolato, sgranato tra le dita, fatto girare attorno all’indice, soppesato nel palmo della mano. Il komboloi acquistato a Monemvassia è un grazioso oggettino. Gli anglosassoni lo chiamano “worry beads” perché i suoi granelli tondeggianti sono degli scacciapensieri. A me ricorda invece un rosario.

Quasi tutti i greci, uomini e donne, giovani e vecchi, hanno un komboloi. Talvolta in pietre dure, ambra, corallo, avorio, legno che spesso viene tramandato di generazione in generazione ed esposto in appositi musei.

 

Nella botteghina in cui l’ho comprato avevo subito chiesto informazioni, ma la risposta, in un inglese stentato, era stata vaga: “Si tiene in mano, ci si gioca per non pensare…o per pensare meglio”. Ovviamente volevo saperne di più, ma l’anziano negoziante mi aveva dato un laconico responso: “Lo usa chi vuole smettere di fumare o… smettere di amare chi non ci ama”

 

Eh, la saggezza degli antichi greci; lo sapevano bene loro che il vizio e gli amori infelici spesso vanno a braccetto!

 

Col vento i capelli mi frustano il viso, mentre il rumore dei motori in sottofondo è costante e ipnotico. Sento chiamare il mio nome e lo sguardo abbandona il mare tagliato dallo scafo del traghetto. Mi volto, rientro in nave e vedo i miei amici al casinò. Si giocano le ultime dracme. Uno di loro ha poggiato un pacchetto di West sulla slot-machine e abbassa la leva con la sigaretta tra le dita. Sono tentata di scroccargliene una. L’ennesima di questa vacanza. Poi infilo la mano nella tasca interna del giubbotto ed estraggo il mio komboloi. Gruppo Motonauti estate 2001. Sette motociclisti in giro per il Peloponneso. Sono state settimane splendide: tra campeggi, templi, musei, castelli, taverne, porticcioli.

 

Da dietro due braccia abbronzate mi cingono cullandomi; mi volto: è il mio ragazzo che sorride e invitandomi a togliere il giubbotto. Nello sfilare la manica, il komboloi cade sulla moquette decorata del casinò. Mi chino per raccoglierlo e lui mi chiede ”Ma, funziona..?”. Dal basso lo scorgo un filo perplesso, gli sorrido alzandomi “Sì, ‘more!” e gli offro un abbraccio.

Solo per smettere di fumare, non mi serve per smettere di amare. E le perle del komboloi ricominciano a fluire tra le mie dita.

 

 

 

 

 

Smettila... MimiJoy | 11:25 | link | commenti (6) | aneddoti, tecniche

mercoledì, 03 novembre 2004

Caffè

Ho cominciato a bere caffè in adolescenza.
Solo uno a settimana, il sabato. Facile capire perché. Erano le prime uscite con il gruppo di amici. Le prime serate in discoteca. Le prime feste. Le prime albe. Volevo evitare di ritrovarmi accoccolata su una poltroncina all’una di notte. Volevo tirare tardi come tutti. Poi, con la fine dell’era scolastica e l’inizio di quella lavorativa, i miei caffè sono notevolmente aumentati. Sono arrivata ad una media di 4 caffè durante le giornate lavorative e anche 5 o 6 nei week-end.
Chiaramente non mi sono mai negata una sigaretta dopo il caffè. MAI.
Un binomio assolutamente irrinunciabile per un fumatore.
Ero convinta che fosse il massimo del piacere (e probabilmente lo sono ancora...), quei 5/7 minuti di pace con il mondo, tanto che se venivo interrotta nel rito dell’aspirazione della sigaretta post caffè, faticavo a trattenere la rabbia.
Vista la mia “grande esperienza” in fatto di degustazione di caffè, ho sempre pensato che fosse davvero indispensabile per la mia giornata. Ho creduto per anni che non potesse esistere una mattina senza caffè. Be’... mi sono dovuta ricredere, con mio grande stupore.
Proprio per evitare la tentazione di fumare dopo un caffè, ho smesso di berne dal 10 Settembre, (giorno in cui ho spento l’ultima sigaretta) e la mia delusione personale è nata proprio quando ho scoperto che non sono affatto un’amante del caffè... ero una fan sfegatata della pausa caffè/sigaretta.
Nulla di più...
Ma forse, visto quello che si dice
qui, dovrei essere contenta... ho smesso due vizi in una volta sola...










Smettila... Stellarys | 18:48 | link | commenti (12) | aneddoti

C'è posta per noi

In questi giorni la mia casella di posta si è riempita di messaggi di ex fumatori e aspiranti tali. Grazie, pian piano vi risponderò. Ma intanto dateci vostre notizie nei commenti, qui sul blog, così che tutti possano leggere le vostre esperienze. Siamo qui apposta per condividerle, no?

(O mamma mia che tono serioso che mi è venuto! Naaaaa, va bene che smettere di fumare è una faccenda seria, però ridiamoci su che è meglio!)

Allora, colleghi dell'Anonima (ex) Fumatori, diamo tutti il benvenuto a Noemi, che mi (ci) scrive, il 29 ottobre:

Ho deciso anch'io di smettere.
I miei polmoncini sono a posto (fumo ma sono anche paranoica quindi faccio molto spesso dei controlli) ma non ne posso più. Il primo pensiero di ogni mattina è di fumarmi una sigaretta e mi sento incatenata come una schiava. Per non parlare della tosse che tutte le mattina mi dà il buongiorno.
Sono davvero stanca ma ho paura di fallire anche stavolta. Ho già smesso e la mia paura è anche quella di ingrassare come mi è già successo. So che sembra un'idiozia in confronto ai benefici che può dare lo smettere di fumare, ma per me è un problema dato che sono già sovrappeso...
Ho le ultime 6 sigarette, fra 6 giorni avrò un esame all'università e la tensione è altissima. Help me!!!

Poi, il 2 novembre, il primo aggiornamento:

Ho fumato l'ultima sigaretta venerdì scorso alle 20.
Non ne ho più toccate ma so benissimo che il difficile non è smettere, ma... non ricominciare!
Ho già smesso tre volte e ho sempre ricominciato in momenti di debolezza.
Siamo umani e non possiamo pretendere sempre il massimo da noi stessi.

Forza, Noemi, e facci sapere come va!







Smettila... Latifah | 13:11 | link | commenti (22) | aneddoti, progressi

venerdì, 29 ottobre 2004

C'è posta per noi

La casella di posta di Smettiamola! sta ricevendo segnalazioni, commenti e richieste di aiuto. Questa è la testimonianza di checcofis:

Ciao a tutti, ho scoperto questo blog navigando su Libero per caso e trovo che la mia esperienza possa far riflettere molti fumatori, ex fumatori e i fumatori che vogliono e provano più volte a smettere di fumare! Ho 25 anni e fumo dall'adolescenza, ma per fortuna non sono mai stato un fumatore accanito, quindi in questi anni ho sempre fumato un max di 8/10 sigarette al giorno e addirittura la prima l'accendevo solo dopo pranzo al momento del caffè! Comunque c'erano i periodi e le serate in compagnia di amici, dove si esagerava a fumare e la mattina dopo ci si alzava con un polmone in meno o con la tosse da vecchi!

Pensando a tutto ciò, quattro giorni fa mi sono chiesto: ma perchè devo dipendere da un oggetto che può essere nocivo per tantissimi motivi?! Allora dentro di me ho pensato, per ora non mi va più di fumare e sfido la sigaretta e le sue tentazioni, non fumo ma senza dire a me e agli altri SMETTO! Insomma morale della favola sono passati quattro giorni senza fare neanche un tiro e chissà se ne passeranno ancora altri, per adesso non ne sento la mancanza e il fatto di resistere mi fa sentire più forte, più sicuro e più rilassato addirittura! Per non parlare del risparmio economico e dei miglioramenti di salute (come non alzarsi più con la tosse da vecchio!). Sono sicuro che è una questione solo di volontà e convinzione che la sigaretta quando vogliamo è lì che ci aspetta, ma l'importante è non abusarne, perchè molte di esse sono inutili!!! Forza ragazzi, il nuovo motto è: Rimandiamola! (e non smettiamola!)

E bravo checcofis! Tienici aggiornati, facciamo tutti il tifo per te.

Smettila... Latifah | 15:10 | link | commenti (10) | aneddoti, tecniche

Ormai prima di scrivere su queste pagine bisogna mettersi il vestito bello delle grandi occasioni, un giorno magari ci toccherà riflettere sul come questo blog sia passato da una piccola stanza da psicoterapia collettiva a palcoscenico di rilevanza nazionale. Misteri della rete.

Oggi esce il DVD del famoso concerto LiveAID del 13 Luglio 1985. Il concerto in assoluto più guardato della storia (più di un miliardo e mezzo di persone). Spesso abusiamo delle parole, ma chiamarlo L'EVENTO dell'ultimo cinquantennio per quanto riguarda le aggregazioni e la musica credo non sia sbagliato.

Io c'ero! nel senso che ero uno dei tanti, dinanzi al televisore. Ricordo per chi non c'era che il concerto è durò praticamente 12 ore, tra Londra e New York, in Italia era l'alba quando si spensero le luci del palco, un'alba dopo una lunghissima notte di musica.
Quella notte la ricordo benissimo, la mia ragazza era sola in casa, sono andato da lei, ci siamo messi a vedere il concerto in camera da letto dei suoi genitori, abbiamo trascorso l'intera notte con la telvisione accesa, abbiamo fatto l'amore fino all'alba tra una canzone e l'altra. Qualcuno dirà... ma cosa c'entra questo col fumo?

Non fumammo neanche una sigaretta, neanche all'alba. Dormimmo fino alle 4 del pomeriggio. Benissimo.


Smettila... akela64 | 11:28 | link | commenti (8) | aneddoti

Ci ho messo anni, a diventare un fumatore.
Sono stato sedotto dal gesto, dalla bellezza un po’ malinconica che avvolge il fumatore solitario e pensoso.
Pensavo di poter usare la sigaretta come marchio, come timbro dei momenti più belli della mia vita, o più significativi.
Non erano molti.
In due anni avrò fumato una trentina di sigarette.
Tutte rigorosamente classificate, con data e motivazione.
Da quell’elenco posso ricostruire una mia biografia sentimentale, ad esempio.
Non che sia molto complessa, per carità.
Però è ben descritta, e precisa.
Con il tempo le date si avvicinavano, le motivazioni diventavano sempre più posticce.
Alla fine mi sono reso conto che cercavo pretesti davvero stupidi per poter fumare una sigaretta, cominciavo a prenderci gusto.
E così un po’ alla volta le mie sigarette hanno perso il loro significato, e sono diventate parte ordinaria della mia vita.
Non ho mai smesso di rimpiangere quegli anni, da questo punto di vista.
A quella condizione vorrei tornare, mi piacerebbe poter firmare con una sigaretta i momenti importanti della mia vita di adesso.
Ma ci vuole una fatica doppia, una tensione continua, per raggiungere quello stato.
Per ora mi impegno a superare questa fatica singola.
Ormai ce l’ho quasi fatta a smettere. Non bisogna indulgere. Non ora

Quando ho un po' di tempo vedo di recuperare i diari con la lista.
Sarebbe carino rivedere quante cose importanti allora non lo sarebbero più adesso, e viceversa.


















Smettila... mullah | 10:00 | link | commenti (13) | aneddoti

Stanotte prima di addormentarmi pensavo a quale fosse stata la migliore sigaretta della mia vita, la Signora Sigaretta. Quella fumata con più gusto, magari nel luogo più insolito, nel momento più topico, con la persona più giusta, provando le emozioni più forti.

 

Mi sono ritornati in mente tantissimi ricordi, più o meno piacevoli, piccole grandi tappe della mia vita degli ultimi anni. So che in quell’arco di tempo ero fumatrice ma non sono riuscita ad isolare un singolo fotogramma mentale in cui fumassi quella Signora Sigaretta: la migliore della mia vita, per intensità, pathos o semplicemente per gusto e piacere del fumo stesso.

 

La cosa mi ha quasi irritato perché, senza troppi sforzi, ricordo perfettamente il mio Signor Giro in Moto, per esempio, la mia Signora Nottata d’Amore, la mia Signora Figura di Merda, il mio Signor Pianto Disperato, il mio Signor Giorno di Trionfo…

 

Forse perché alla fine fumare non ha aggiunto nulla a ciò che stavo vivendo. Ad essere predominanti sono state le persone, le esperienze, i luoghi e le atmosfere. Di quelle saprei indicare anche i minimi dettagli, ma delle sigarette fumate in quelle occasioni non ho ricordi precisi. Eppure mi piaceva fumare, non riuscivo a farne a meno.

Mi sono resa conto di quanto siano subdoli il vizio, l’abitudine, il meccanicismo, la ripetitività. Forse non c’è più spazio, ma sui pacchetti di sigarette dovrebbero scrivere anche questi ingredienti. Non aggiungono niente alla nostra vita, ma in un certo senso, la imprigionano con manette invisibili, fatte di un filo di fumo, la cui chiave è in mano nostra, sotto forma di accendino.

 

 

 

 

 

 

 

Smettila... MimiJoy | 09:19 | link | commenti (11) | aneddoti

domenica, 24 ottobre 2004

Stanotte ho fumato. Solo in sogno, ma mi sono fatta un tiro, bello lungo, di sigaretta, offerta da uno sconosciuto tentatore ad una festa. Poi a fianco a me ho percepito la disapprovazione del mio compagno, l'ho guardato negli occhi ed ho capito.
L'ho spenta, senza rimorso, non solo per amor suo ma anche mio.
Per un attimo il cervello mi ha detto che stavo solo sognando e che avrei potuto fumarmela anche tutta la sigaretta, ma dopo quel tiro iniziale (il migliore indubbiamente) l'ho subito schiacciata nel posacenere.


Mi sono svegliata senza sentirmi peccatrice, solo soddisfatta. Un piccolo strappo alla regola, seppure onirico, l'avevo fatto. La salute non ne è rimasta intaccata, il mio impegno nello smettere di fumare nemmeno.

Che il mio inconscio sia anche lui in via di guarigione dal fumo?
La disintossicazione comprende tanti livelli anche i più oscuri e reconditi. 84 giorni senza fumo - le notti, dopo q